IL MANOSCRITTO DI VOYNICH: un mistero insoluto

Voynich sezione botanica

Il libraio Wilfrid Voynich e il suo indecifrabile manoscritto

Il capitolo finale della nostra storia inizia nel 1912, quando un libraio antiquario di nome Wilfrid Michael Voynich acquistò dalla Biblioteca del monastero gesuita di Frascati, un vecchio manoscritto. Voynich, esperto mercante di libri rari di fama internazionale, intuì immediatamente di avere tra le mani qualcosa di straordinario.

Di dimensioni contenute (cm. 22 x 16, 204 pagine), scritto su pergamena di vitello, non sembrerebbe distinguersi troppo da altri manoscritti medioevali, tranne per il fatto di essere stato scritto in un linguaggio che nessuno al mondo sia mai stato in grado di comprendere. D’altra parte, se il libro fosse stato decifrato, il nome di Wilfrid Voynich sarebbe meno conosciuto, ed il volume sarebbe noto solo ad una ristretta schiera di studiosi.

 

piante in antico manoscritto

Cosa c’è dentro il manoscritto?

Se da un lato è proprio il mistero della lingua ad aver attirato l’attenzione sul MS-408 (così catalogato alla Yale University), il contenuto è, a sua volta, decisamente degno di interesse. Le illustrazioni indicano una notevole attenzione per la botanica, con grandi disegni di piante, perlopiù non identificate, che occupano circa metà del volume. Altre sezioni sono dedicate all’astronomia, all’astrologia ed alla farmacologia, ma la parte più sorprendente è la cosiddetta III sezione. Si tratta di 11 fogli dove si susseguono illustrazioni di donne immerse in vasche, o collegate tra di loro da un bizzarro sistema di tubi e condotte; qualcuno ha evocato una somiglianza con i Mikva-ot, i bagni tradizionali della comunità ebraica, nei quali le donne erano tenute a purificarsi. Tuttavia, la sensazione che suscitano tali raffigurazioni, è che si tratti di rappresentazioni più simboliche che realistiche e non si può non rimanere affascinati da questi disegni che hanno davvero qualcosa di visionario.

 

Sezione dei bagni Voinich

Un elaborato falso?

L’insuccesso dei vari tentativi di decifrazione da parte di studiosi, militari specializzati in codici cifrati, analisti informatici e cacciatori di chimere varie, ha portato ad ipotizzare che possa trattarsi di un falso, realizzato per imbrogliare qualche facoltoso regnante (come, ad esempio, Rodolfo II, al quale è effettivamente appartenuto). Eccoci entrati a piè pari nel controverso ambito delle interpretazioni ed ipotesi sulla reale natura del manoscritto. C’è chi ne ha attribuita la paternità nientemeno che a Leonardo Da Vinci, chi all’astrologo inglese Edward Kelley. Voynich credeva che fosse opera del filosofo Ruggero Bacone. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che il linguaggio sia una “lingua filosofica” (creata quindi artificialmente). Altri ancora avrebbero identificato un metodo per creare un linguaggio privo di senso ma all’apparenza verosimile (e si torna così all’idea della truffa). Molti invece stentano a credere che l’opera avesse il solo scopo di prendere qualcuno per il naso, perché è troppo articolata e complessa. Inoltre, sembra esserci una certa correlazione tra l’uso di determinate parole e lo svolgimento di argomenti specifici.

 

Voynich testo

Quello che sappiamo

Uno dei pochi incontrovertibili risultati raggiunti nelle ricerche, è quello della datazione. Alcuni ricercatori della Arizona University, nel febbraio del 2011, eseguirono l’esame del radiocarbonio, che collocò il manufatto alla prima metà del 1400. L’esame degli inchiostri, realizzato da altri ricercatori, giunse alle medesime conclusioni. Altro elemento sul quale pare esserci concordanza, è l’identificazione di un alfabeto sul quale l’opera si baserebbe, costituito da una ventina di lettere. Anche la mancanza di cancellature e correzioni, dicono gli esperti, potrebbe essere un dettaglio da prendere in considerazione. Infine, è piuttosto ben documentata la storia dei vari passaggi di mano che portarono il manoscritto dalla Biblioteca del Collegio dell’antica Villa Mondragone di Frascati all’attuale residenza presso la Yale University Library.

 

Voynich sezione farmaceutica

Una conclusione ancora da scrivere

Al di là delle innumerevoli interpretazioni ed ipotesi che sono state formulate, il mistero rimane fitto. Ma l’accesso al manoscritto è sempre più ampio, grazie alla diffusione della versione digitale, e a nuove ristampe che si susseguono! A tale proposito segnaliamo che l’Editore Bompiani ha finalmente pubblicato la prima edizione italiana nel 2018 [https://www.bompiani.it/catalogo/il-manoscritto-voynich-9788845296413], dalla quale sono tratte le immagini che corredano questo articolo.

 

Legatura e taglio Voynich

 

La speranza è che dalla crescente diffusione dell’opera nascano nuove proposte che sappiano fare luce, una volta per tutte, su questo mistero.

Comunque, a 600 anni dalla sua composizione, il Manoscritto Voynich attira più che mai l’attenzione di studiosi ed appassionati da tutto il mondo. Ed è estremamente affascinante che a renderlo un libro universale, sia stata proprio la sua indecifrabilità. Chissà che il vero messaggio di conoscenza non parta proprio da qui.

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