Caratteristiche e condizioni:
cm. 21,5 x 16, pp. 234, brossura con sovraccoperta, in ottime condizioni.
Contenuto:
Nel 1973, durante un ricovero per distacco della retina, Carlo Levi inventa un sistema per scrivere in totale cecità: un reticolo di fili orizzontali che guida la penna riga per riga. Seguendo questo “quaderno a cancelli” l’autore compone un diario in prosa e versi, fluviale e ininterrotto, che la morte, sopraggiunta nel 1975, gli impedirà di rivedere.
Le pagine descrivono la condizione della cecità come uno spazio-tempo sospeso, popolato da immagini residue della memoria, metafore, sogni e frammenti di vita recuperati anche grazie alle conversazioni con il personale della clinica. Si alternano visioni oniriche, riflessioni politiche e artistiche (tra cui ricorrenti riferimenti a Picasso) e meditazioni sulla malattia come chiave di lettura della storia e della condizione umana. Il tono, intriso di autoironia e amarezza, rivela un lato meno noto di Levi, distante dall’immagine olimpica e rassicurante che lo aveva accompagnato.

