Caratteristiche e condizioni:
cm. 20 x 14, pp. 916, brossura, lievi tracce d’umido, in condizioni abbastanza buone.
Contenuto:
Il libro nero. Il genocidio nazista nei territori sovietici di Vasilij Grossman e Il’ja Erenburg, pubblicato in Italia nel 2001, raccoglie documenti e testimonianze dirette sullo sterminio degli ebrei nei territori dell’Unione Sovietica occupati dalle truppe tedesche durante la Seconda guerra mondiale.
Nel giugno del 1941 l’invasione nazista dell’URSS fu accompagnata dall’azione di reparti speciali delle SS e della Gestapo, incaricati di eliminare ebrei, dirigenti sovietici e altri gruppi considerati nemici dal regime hitleriano. Nei territori occupati ebbero luogo fucilazioni di massa, distruzioni di comunità e deportazioni che provocarono la morte di centinaia di migliaia di civili.
Durante la guerra, a Mosca nacque il Comitato ebraico antifascista, che promosse la raccolta di testimonianze sul genocidio nei territori sovietici. Scrittori e intellettuali ebrei, tra cui Grossman ed Erenburg, iniziarono così a raccogliere documenti, racconti di sopravvissuti e resoconti delle stragi, con l’obiettivo di pubblicare un volume che testimoniasse quanto accaduto.
Dopo la fine della guerra il progetto venne però bloccato dalle autorità sovietiche. Il Comitato ebraico antifascista fu guardato con sospetto dal regime di Stalin e molti dei collaboratori coinvolti nella raccolta del materiale furono perseguitati. Il manoscritto rimase quindi inedito per decenni.
Una copia del testo fu conservata da Irina Erenburg, figlia dello scrittore, permettendo la successiva pubblicazione integrale dell’opera oltre cinquant’anni dopo. Il volume costituisce oggi una fonte storica di grande rilievo per lo studio della Shoah nell’Europa orientale e delle stragi perpetrate nei territori sovietici durante l’occupazione nazista.

