cm. 20 x 13, pp. 656, copertina rigida con sovraccoperta, in ottime condizioni.
Il secondo volume dell’opera Il Cristo, a cura di Manlio Simonetti, abbraccia le discussioni teologiche avvenute tra il IV e il VII secolo specialmente in ambito greco. Rispetto ai testi raccolti nel primo volume, c’è una duplice differenza. La controversia si affina, si assottiglia, diventa più astratta: la mente umana, posta di fronte all’impossibile, tenta tutte le strade, azzarda tutte le ipotesi, non si arresta davanti a nessuna forma. Intanto la controversia teologica risveglia tremende tensioni, passioni e furori: intervengono gli imperatori, la forza appoggia la fede, mani e teste vengono tagliate in nome di Dio. Attraverso queste sottigliezze e questi furori, si evolvono la nostra immagine di Dio, la nostra immagine di noi stessi, le forme del nostro pensiero.
Grandi dilemmi tormentano i cristiani di questi secoli. Perché Dio, il lungamente atteso, ha così ritardato la sua apparizione? Per rispondere a questa domanda, tutto l’Antico Testamento diventa una prefigurazione di Cristo, il quale è sempre esistito nella storia, sebbene si sia rivelato soltanto alla fine dei tempi. Quali sono i rapporti tra il Padre e il Figlio? Alcuni parlano di due entità divine sussistenti; i Monarchiani considerano il Logos divino come non sussistente; Ario considera il Cristo come un Dio minore, non eterno, non partecipe della natura del Padre, incapace di conoscere il Padre esattamente e perfettamente; Alessandro afferma che Cristo è l’immagine perfetta e riflessa del Padre. Come salvare, insieme, l’unità delle persone della Trinità e la loro distinzione? Sulla strada dell’unità qualcuno afferma che sulla croce aveva patito il Padre; mentre altri asseriscono che il Figlio è estraneo alla natura divina del Padre. Il pensiero e la vita cristiana quasi sfiorano la catastrofe per trovare una conciliazione, fino a quando Basilio difende l’autonomia del Cristo, evitando di dissolverlo nell’unità di Dio. «Non meravigliarti se affermiamo che la medesima realtà è insieme unita e distinta e se, come in enigma, immaginiamo una nuova e straordinaria distinzione unita e congiunzione distinta.» Quali sono i rapporti, in Cristo, tra la componente divina e quella umana? Qualcuno dice che Cristo è Logos più carne, senza anima umana; secondo altri, Cristo ha assunto tutte le parti dell’uomo. Mentre la maggioranza dell’Oriente è monofisita (una sola natura del Cristo), l’Occidente è difisita (due nature del Cristo); e la grande controversia religiosa si conclude, nei secoli, con il passaggio di quasi tutto l’Oriente monofisita alla rigida fede islamica nell’assoluta unità di Dio.

