Caratteristiche e condizioni:
cm. 18,5 x 11, pp. 156, brossura, in buone condizioni.
Contenuto:
Ormai solo un dio ci può salvare è l’intervista di Martin Heidegger a Der Spiegel, a cura di Alfredo Marini. Il volume è pubblicato da Ugo Guanda Editore, a Parma, nel 1998. Il titolo è stato scelto dalla redazione del settimanale. Il colloquio si svolse nel 1966, trentatré anni dopo il rettorato di Friburgo. Inoltre Heidegger volle che il testo uscisse solo dopo la sua morte. Si tratta quindi di un documento filosofico e storico di grande rilievo.
Heidegger accettò il rettorato di Friburgo nel 1933, su pressante invito dei colleghi, in un momento drammatico per l’Università e per il Paese. Nell’intervista risponde alle accuse che gli sono state rivolte. Così Ormai solo un dio ci può salvare contribuisce a chiarire il caso Heidegger. Nell’introduzione Marini osserva che il testo permette due letture. Chi vuole dire che Heidegger fu nazista può farlo. Chi cerca di più può andare oltre, senza sentirsi difensore del nazismo. Inoltre Marini legge l’appello a Dio dentro una tradizione tedesca, da Meister Eckhart a Lutero e Fichte. In essa l’appello non è resa, ma assunzione di responsabilità assoluta. Heidegger vi intravede la possibilità di un altro pensiero, meno euforico e meno drammatico. Esso prepara l’attesa di una trasformazione lenta ma radicale del senso dell’essere.
Ormai solo un dio ci può salvare di Martin Heidegger, edito da Ugo Guanda Editore nel 1998, si rivolge ai lettori di filosofia del Novecento. Interesserà inoltre chi studia il rapporto di Heidegger con il nazismo. Il volume è dunque una lettura consigliata a chi vuole capire il pensiero heideggeriano oltre le polemiche.

