Caratteristiche e condizioni:
cm. 21,5 x 15,5, pp. 462, copertina rigida con sovraccoperta, timbro ex-libris, in ottime condizioni.
Contenuto:
Se la memoria non m’inganna… Ricordi di un uomo scomodo (1943–1962) è un’autobiografia politica del leader comunista jugoslavo Milovan Gilas, pubblicata da Il Mulino nel 1987. Il volume ripercorre vent’anni di storia balcanica e internazionale attraverso la testimonianza di uno dei protagonisti della rivoluzione e della ricostruzione della Jugoslavia socialista.
Milovan Gilas, membro del vertice del Partito Comunista insieme a Tito, Kardelj e Ranković, visse in prima persona la lotta partigiana, la nascita della Repubblica Federale Jugoslava, la rottura con Stalin del 1948, la crisi con Mosca e Albania, la questione di Trieste, il Gulag di Goli Otok, e l’affermazione del “titoismo”.
Accusato di “deviazionismo” nel 1954, fu allontanato, processato e incarcerato. In queste memorie, scritte dopo la liberazione, Gilas riflette con lucidità sul fallimento degli ideali comunisti, sulla degenerazione burocratica del sistema e sulla nascita di una “nuova classe” dirigente repressiva. Il suo percorso personale diventa così una lente critica per comprendere i meccanismi interni ai regimi socialisti, in un periodo chiave della storia europea.
Testimonianza intensa e disillusa, arricchita da riferimenti diretti a Tito, Stalin e agli eventi internazionali, il libro si rivolge a studiosi di storia contemporanea, scienze politiche e a lettori interessati alla Jugoslavia del dopoguerra.

