cm. 23 x 15,5, pp. 110, brossura, in ottime condizioni.
Ad uno sguardo superficiale, la figura di un notissimo personaggio, entrato quasi all’improvviso sulla scena politica con programmi rivolti al successo, all’efficienza, al benessere materiale e complessivamente all’edonismo, si presenta come espressione di valori sostanzialmente estranei alle dimensioni propriamente religiose. Ad un esame più attento, invece, nelle manifestazioni di quella figura si scoprono evocazioni, stati emozionali e simboliche che sono pertinenti a precise dinamiche d’ordine religioso-sacrale. Il saggio, senza assumere nessuna posizione politica di parte, si propone di illuminare i lati nascosti di questo fenomeno. L’analisi dell’esposizione del corpo fisico, di cui viene esasperata la natura progettuale, che si esplica tanto nell’assoggettamento a discipline dietetiche o sportive, quanto nell’esibita manipolazione tecnica di cui è fatto oggetto, nonché le valenze normative, estetiche, morali che gli sono ascritte, forniscono la cornice interpretativa, all’interno della quale si colloca l’evocazione del simbolo religioso e ne precisano al tempo stesso i contorni. Viene messa in evidenza, così, la linea di continuità più interessante: è l’intreccio tra simbolo religioso e realtà politica che, attraverso l’immagine del corpo passa dalla densità metafisica del Doppio Corpo di Kantorowicz alla semplificazione comunicativa del corpo mediale. Il “ritorno del sacro” nella laicità , come chiave di lettura attraverso cui è possibile comprendere l’importanza pubblica di una corporeità esibita nella sua concretezza materiale, offre una preziosa indicazione per interpretare l’evocazione in campo politico di un simbolico religioso nella sua natura reale: quella del simulacro.

