Caratteristiche e condizioni:
cm. 19 x 13, pp. 584, brossura, timbro ex-libris, in buone condizioni.
Contenuto:
Questo volume racconta una delle vicende più dolorose e meno conosciute della storia italiana del Novecento: l’esodo della popolazione italiana di Pola, conseguente alla cessione dell’Istria alla Jugoslavia dopo il Trattato di pace del 10 febbraio 1947. La città, simbolo di un’identità culturale e nazionale radicata, fu abbandonata da 27.256 persone tra gennaio e marzo 1947. I profughi portarono con sé non solo beni materiali – quasi 150.000 metri cubi di masserizie, arredi, attrezzi e documenti – ma anche la memoria collettiva di una comunità spezzata.
La narrazione, storicamente rigorosa ma ricca di pathos narrativo, ricostruisce il contesto politico e sociale della transizione postbellica, con testimonianze di protagonisti celebri e persone comuni. Il testo denuncia anche ritardi istituzionali, divisioni locali, disservizi e abusi che accompagnarono l’evacuazione.
Arricchito da documenti inediti provenienti dall’Ufficio per la Venezia Giulia, il volume offre un’analisi storica puntuale e coinvolgente sull’agonia di una città italiana al confine della storia.

