Caratteristiche e condizioni:
cm. 22,5 x 14, pp. 394, brossura, firma di appartenenza, in ottime condizioni.
Contenuto:
Dizionario della paura è un epistolario a due voci. Lo hanno scritto Marcello Venturoli e Ruggero Zangrandi, pubblicato da Nistri-Lischi nel 1951. Le lettere sono state scambiate tra la fine del 1949 e il 1951. Mettono a confronto due posizioni opposte: quella liberale di Venturoli e quella marxista di Zangrandi. Nasce così un vero e proprio romanzo di idee. In queste pagine il dialogo onesto tra due amici diventa infatti lo specchio delle inquietudini politiche e culturali del dopoguerra italiano.
Il libro raccoglie una fitta corrispondenza. I due autori affrontano temi come il comunismo, la guerra, la libertà, le riforme, la violenza, l’U.R.S.S., la borghesia e il proletariato. Lo fanno senza mai cedere alla polemica sterile. Il titolo Dizionario della paura nasce infatti dall’idea che il confronto serva a superare le reciproche diffidenze. Venturoli teme, all’inizio, di apparire troppo conservatore; al contrario, verso la fine, teme di sembrare troppo progressista. Zangrandi, invece, teme costantemente di concedere troppo al proprio interlocutore borghese. Alle paure personali si affiancano poi timori più generali, condivisi da intellettuali e militanti di entrambi gli schieramenti. Tra questi, la paura di aprirsi all’altro oppure quella di tradire le proprie idee. Ne risulta, così, un documento vivo, capace di restituire con onestà il clima ideologico dell’Italia dei primi anni Cinquanta.
Dizionario della paura di Venturoli e Zangrandi è stato edito da Nistri-Lischi nel 1951. Si rivolge quindi a chi vuole comprendere dall’interno il dibattito politico del dopoguerra, tra liberalismo e marxismo. È un epistolario raro e, per questo, prezioso per studiosi di storia contemporanea. Interessa anche i lettori appassionati di saggistica politica italiana.

